30 Luglio 2008

"Libertà va cercando, ch' è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta"

C'è chi potrebbe viaggiare ovunque, conoscere e imparare ad apprezzare una miriade di cose, invece si adagia sul "qui si fa così".
Vacanze con mete programmate, vestiti che esprimono il gusti del gruppo, non quello personale, pensieri di appartenenza.
Condizioni di subordinazione, solo per sentirsi migliori.
L'uomo deve avvertire la sensazione di libertà tra le dita, per sentirsi davvero tale. Deve distruggere tutto ciò che ha per apprezzarne la ricchezza.
Deve far soffrire e perdere qualcuno a cui tiene, per sentirne veramente la mancanza.
Solo dalla sofferenza si apprezza la vita.
Solo dalla privazione troviamo un senso alla presenza.
Allora penso che ciò che ci distingue dagli animali non è l'intelligenza, perchè non serve averla, se non viene usata in modo corretto e produttivo.
E "produttivo" significa godere di ciò che hai, non nel futuro, quando avrai fatto di tutto per allontanarlo da te.
No.
Ciò che ci distingue dagli animali è la malinconia.
La conseguenza dei danni provocati da noi stessi. Il desiderio di libertà, come concetto generico e generale, come status symbol, come ribellione a ciò che ci fa stare bene più di ogni altra cosa, ma che tentiamo disperatamente di allontanare, per evitare che ci leghi.
L'uomo è strano.
La malinconia fa assumere un senso romantico all'autodistruzione. Sembra quasi narrato da un cantore ed assume fascino.
L'insoddisfazione ci dona un tocco di stoicismo, una sorta di rifiuto della vita che ti fa sembrare più interessante, piuttosto che cretino.
E viviamo così, senza sapere bene in che direzione muoverci, cercando di appartenere ad un certo tipo di microsocietà che ci va stretta, ma nella quale ci sentiamo protetti e dove nessuno oserà darci contro, perchè la colpa è sempre degli altri. Dove cercheremo di allontanare chi ci tende la mano e vorrebbe accompagnarci in questo cammino che da molti è chiamato vita, per paura che un giorno o l'altro non sapremo più fare a meno di quella mano, e per paura che sia arrivato il momento di comportarci bene per meritarci quella stretta.
A volte le inferriate  non sono intorno a noi, ma nella nostra testa.

4 commenti

  • Dolcedormire

    colpita....

    parole così semplici e tanto vere..mi sono piaciute. Ti informo che ho usato parti del tuo post per (spero) chiarire una questione che mi creava molti pensieri.... :) grazie
    Scritto il: 30/07/2008 18:18:16
  • Pieroit

    :)

    Leggerti è sempre un piacere.

    Le mie inferriate sono circondate di vasi di fiori, in modo da rendere la prigionia meno pesante.
    Chissà che un giorno, innaffiando i vasi che sono all'esterno, non mi ritrovi liberato. Fischiettando malinconico, ovviamente.
    :*
    Scritto il: 30/07/2008 15:03:56
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