10 Maggio 2010

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Continuo a sperimentare :)

 
22 Aprile 2010

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Mi manca un kilo di faccia integrale
e due etti ci comprensione
e un cartone d' amore a lunga conservazione
non rimane che fare la spesa
Continuare a pagare
per quello che voglio e quello che non ho ancora

 
23 Febbraio 2010

Due giorni di riposo, di niente, di assenza di scopo. A volte sono necessari. Ho la pericolosa sensazione di vedere le persone per ciò che sono e tutto in base a sensazioni, a vibrazioni. Mi fa paura. Come quel film, "A prima svista", dove Jack Black vede la bellezze interna delle donne trasferita nel loro aspetto. Visi dolci corrispondono a gentilezza interiore, visi paurosi corrispondono a aridità interiore.
E quindi? Vedo troppe cose che non so gestire perchè il distacco degli altri mi fa paura, mi spiazza e anche se ci provo non riesco a fare lo stesso; ci posso provare ma non è lo stesso. E tutto ciò che viene in mente è : "non capisco".
Poi la storia del capire-giustificare ancora non mi è chiara.
Per ora ho solo un obiettivo, finire gli esami e staccare. Ce la devo fare!
Il resto è contorno.
Dai Penelope, dai.

 
21 Febbraio 2010

Penelope aspetta l'andata non il ritorno.

Si mise a sedere alla sua scrivania, un pò annoiata e stanca. Si struccò piano e con cura. Il nero dagli occhi veniva via facilmente, benchè fosse tanto.
Ripensò alle ora trascorse, a tutti gli occhi che avevano scrutato il suo aspetto -esteriore- forse cercando qualche difetto, forse solo perchè usa fare così.
Discorsi della stessa area semantica, di tante altre sere. Battute strane, i -ciao, come stai- lo studio e il resto. Borse costose e tacchi molto alti. Discorsi tronfi e sigarette facili. Migliori amici come titoli appicciati addosso tipo etichette. Cercava solo quei due occhi blu.
Sospiro. Le mancava Parigi e il profumo di pane, il -Merci, au revoir-, il minuscolo appartamento in Rue Jacques Louvel Tessier.
Aspettava solo un sì e una data.

 
18 Febbraio 2010

The big kahuna

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.

 
10 Gennaio 2010

Erika.

La vedevo sempre fermarsi all'alimentari vicino a casa mia. Aveva il piglio deciso e fiero che solo poche bambine hanno a quell'età. Usciva dopo pochi minuti con una schiacciata enorme, incartata con la carta marrone chiara. Scrutava quella forma rettangolare come se dovesse superare un esame. Dopo poco correva via e raggiungeva la mamma che l'aspettava in macchina: "Penelope, è tardi", gridava sua madre.
Allora la bambina, al richiamo della madre, si discostava un ciuffo di capelli neri e con aria pensierosa entrava in macchina.
Penelope vide sua sorella per la prima volta tre anni prima. Dormiva beata nella culla accanto al suo lettino, era appena nata, eppure le sembrava così grande.
Decise quasi subito che sarebbe stato suo preciso compito aiutarla. Le insegnò ciò che sapeva, una specie di passaggio di testimone: bambole, pennarelli. Le cedeva perfino la sua ultima polpetta di patate. La rassicurava quando il buio della notte la rendeva paurosa. Si sentiva forte Penelope nei suoi sette anni.
Eppure una sera, mentre stava per addormentarsi, si sentì d'improvviso sola.
"Sei sveglia?"
"Si"
"Vieni a dormire accanto a me?"
Quella piccola bambina riccioluta si alzò e si andò ad accoccolarsi nel lettino insieme a lei.
Penelope mise il braccio sulla schiena di sua sorella, e per la prima volta nella sua vita, invece di proteggere, si sentì protetta.

 
08 Gennaio 2010

There's the moon asking to stay ..

Il giro di accordi iniziale di "Grace" di Jeff Buckley, non so il perchè, mi ricorda che abbiamo una vita sola. Un monito dall'aldilà?
Forse perchè quando per un periodo si vede troppo nero intorno, si tende a dimenticare che il viaggio che stiamo compiendo è a sola andata.
Allora magari si dovrebbe sorridere dopo aver studiato 10 ore e pensare che è tutto ok, o magari potremmo accogliere le noie come piccoli incidenti. Ho provato, mi sono impegnata, ma dopo il terzo giorno mi sono sentita presa in giro da me stessa. Allora forse non bisogna accettare tutto passivamente, ma pensare che momenti migliori arriveranno, crederci, impegnarsi.
Forse è tutta una questione di somma algebrica, attivo e passivo. Non hanno importanza i momenti brutti se, anche domani, ce ne sarà solo uno positivo.


"A volte il mondo può sembrare un luogo ostile e sinistro. Ma credeteci quando diciamo che ci sono più cose buone che cattive. Dovete osservare con attenzione. E quella che magari appare una serie di sfortunati eventi, può, di fatto, essere il primo passo di un viaggio".

 
05 Gennaio 2010

Bipolarismo

I’ll move to Paris, shoot some heroin, and fuck with the stars.



Get jobs in offices, and wake up for the morning commute.

 
04 Gennaio 2010

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-Cos'è importante per te, Clay? Cosa ti rende felice?
-Niente. Niente mi rende felice. Niente mi interessa, -le dico.
-Ti è mai importato qualcosa di me, Clay? -ripete.
-No e di nessun altro, di nient'altro. Non voglio attaccarmi a niente, soffrirei troppo, dovrei preoccuparmi anche di quello. Si soffre meno, se si è distaccati.
-Ma io ti ho amato per un pò.
Non dico niente.
Alla fine lei di toglie gli occhiali e fa: -Ci vediamo, Clay-. Si alza
-Dove vai?- All'improvviso non voglio lasciarla qui. Voglio portarla con me nel New Hampshire.
-Ho un appuntamento per colazione.
-Ma... e noi due?
-Noi due cosa?- Resta immobile per un attimo in attesa. Io continuo a fissare il cartellone fino a quando l'immagine si fa indistinta, e quando torno a vedere con chiarezza, la macchina di Blair sta uscendo dal parcheggio. La guardo perdersi nella foschia e nel traffico di Sunset.
Arriva il cameriere e mi chiede: -Va tutto bene, signore?
Alzo gli occhi, mi infilo gli occhiali e mi sforzo di sorridere. -Si, -rispondo.


Meno di zero

 
24 Dicembre 2009

Saltatempo.

- Saltatempo- disse Pontiroli con un sorriso maliardo - ti presento Jeanne.
- Brian- dissi io- ti presento Selene e Lisa.
E da come io guardai Jeanne e da come lui guardò Selene capii che il risultato era Italia tre Francia uno.

 
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